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Tommaso Cimino: Accostamenti eretici di jazzmen

In questi giorni i Musei e le piazze di Grosseto, Arcidosso, Gavorrano, Follonica stanno offrendo ad un pubblico multiforme ma accomunato dalla curiosità e dalla passione per il jazz la seconda edizione del Grey Cat Jazz Festival: dal 31 ottobre al 2 novembre concerti e presentazioni di libri, visite guidate e mostre d’arte, dal 19 ottobre al 16 novembre una mostra fotografica intitolata “Bianco e Nero: i colori del jazz “.

Non ho avuto la fortuna di seguire tutti i concerti (il 31 ottobre quello di Ares Tavolazzi al contrabbasso e Simone Zanchini alla fisarmonica, ad Arcidosso; il 2 novembre quello di Dave Burrell al pianoforte e Leena Conquest alla voce, a Grosseto), ma ho fatto la scorpacciata completa dei due concerti di giorno 1 novembre, quello di Antonello Salis alla fisarmonica, che si è tenuto nella Pinacoteca Comunale di Follonica, e quello del saxofonista Stefano Cantini e del fisarmonicista Simone Zanchini, prodotto negli spazi della nuova sede del Parco Minerario di Gavorrano.

Antonello Salis, Stefano Cantini e Simone Zanchini non hanno bisogno di tante presentazioni, soprattutto da parte di un appassionato che si occupa di Lettere e Arte e non di Musica – e che quindi potrebbe apparire fuori luogo o presuntuoso nei giudizi.

Tant’è che i miei accostamenti saranno volutamente eccentrici, anzi addirittura eretici, e hanno solo la speranza di funzionare come cartine di tornasole per possibili confronti, e non per trinciare giudizi di valore sulle prove magnifiche che senza alcun dubbio hanno fornito i tre jazzmen.

Antonello Salis gioca con la sua fisarmonica, la trasforma in un animale parlante: ma non nel senso di una sorta di spettacolo da circo. Salis canta durante la sua improvvisazione, decidendo di volta in volta se seguire con la voce la melodia o il basso d’accompagnamento: e viene in mente il leggendario pianista canadese Glenn Gould, che mentre eseguiva Bach o Mozart batteva sonoramente i piedi e sempre canticchiava seguendo la linea della mano destra o della sinistra. Di Glenn Gould Salis, infine, ricorda anche la libertà interpretativa nelle citazioni – a Follonica una parte del concerto ha respirato l’aria di classici della musica pop fatti intravedere dalla fisarmonica del cagliaritano – senza che queste diventino “cover” ma senza ridurle a meri spunti tematici.

Stefano Cantini e Simone Zanchini invece sembrano durante il loro concerto, rispettivamente il clarinettista e saxofonista Michel Portal e il fisarmonicista Richard Galliano, due mostri sacri della musica internazionale ormai da tre decenni: si ritrovano le movenze nel fraseggio e nello scambio delle parti che qualcuno potrebbe avere in mente ascoltando il CD “Concerts”, che raccoglie l’esibizione di Galliano e Portal alla “Scala” di Milano nel maggio del 2003. A Gavorrano propongono due loro brani alternatamente e chiudono con la colonna sonora di “Nuovo Cinema Paradiso”, scritta da Ennio Morricone per il film di Tornatore – e regalano un affiatamento e una unità che sono il giusto contraltare al concerto solistico di Antonello Salis.

Spero che le eresie che ho scritto non abbiano fatto arricciare il naso ai puristi del jazz…

Grazie della pazienza

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  1. Grazie per aver parlato dei concerti organizzati dalla Rete museale e aver dunque fatto divulgazione, cosa che invece i purtisti, come li chiami nell’articolo, spesso non fanno (e arricciano il naso!!)
    Contiamo su di te per il futuro!!
    Grazie ancora Roberta

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