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Annarita Tiezzi: “Allargare le porte all’Europa”. Un convegno e un sogno

Ieri [22 gennaio 2009, N.d.R.] ho partecipato per conto della mia scuola (l’Istituto di Istruz. superiore ‘B. Lotti’ di Massa Marittima) ad un convegno tenutosi a Livorno dal titolo ‘Porte aperte all’Europa‘. Si trattava della presentazione del programma europeo LLP (Lifelong Learning Programme) che comprende diverse azioni volte a favorire la mobilità all’interno dei paesi della Comunità Europea (ma anche la Turchia) cominciando dalle scuole (dalle elementari a quelle serali per adulti) e rivolto sia ai docenti (per la loro formazione) che agli alunni, così come a giovani diplomati per tirocini di formazione professionale all’estero.

Le varie azioni si chiamano Comenius, Leonardo, Grundvig; c’è anche il progetto V.A.L.E. per la valorizzazione della cultura scientifica in Europa ed altre rivolte a Dirigenti scolastici, Formatori, Ispettori, ma anche ai Comuni, alle Regioni o ai Capoluoghi di provincia.

Si è trattato di un convegno che oltre ad essere molto ben gestito e ricco di informazioni concrete e di risposte competenti e puntuali alle numerose domande dei presenti (soprattutto insegnanti dalle scuole materne alle superiori – ma anche personale di segreteria e qualche preside – il tutto a maggioranza decisamente femminile) ha visto alternarsi relatrici di alto livello culturale ed etico, vere professioniste dell’educazione, appassionate del proprio mestiere, capaci di progettualità e brave comunicatrici.

Vorrei riportare alcune considerazioni che mi sono piaciute e che, a mio parere, aiutano a dare un senso al nostro mestiere e alla nostra speranza di contribuire a costruire un futuro migliore.

Sandra Landi, direttrice ANSAS per la Toscana, ha parlato di Scuola Albero, cioè di una scuola ben radicata nel territorio ma con i rami aperti al mondo (in contrapposizione alla Scuola Torre, chiusa e autoreferenziale). Ha parlato della sua utopia: quella di una scuola che sappia insegnare ai giovani a diventare ‘cittadini’ europei aperti al confronto – non individui pronti allo scontro, al litigio. Ebbene la Scuola ha la possibilità di spezzettare questa Utopia in tanti progetti dagli obiettivi alti ma perseguibili, e di insegnare ai giovani non semplicemente a riprodurre l’esistente ma ad andare avanti.

Al fine di creare una mentalità che abbracci tutta l’Europa occorre conoscere l’Europa, occorre una cultura dell’Europa: si tratta di un processo lungo – fa parte dei tempi lunghi della scuola. Ma noi, professionisti dell’educazione, dobbiamo tendere l’arco e mantenerlo ben teso affinchè la freccia che scoccheremo possa andare il più lontano possibile, fino a raggiungere luoghi che probabilmente non ci è dato nemmeno di immaginare…

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