quellidellotti

Annarita Tiezzi: “La pioggia… bella e moderna!”

Piove dappertutto in Italia quest’inverno, e anche dentro la nostra scuola. Anzi, ad essere precisi, credo che piova solo dentro l’edificio nuovo, mentre quello vecchio di via Martiri della Niccioleta si comporta bene, come un vecchio solido rassicurante luogo di pace, nella sua squadrata semplicità.
Piove dentro dalle finestre, e filtra l’acqua dai finestroni – apparentemente così belli e moderni – e bagna l’aula dei computer – apparentemente così bella e moderna…
Moderno: sono tre settimane che non si riesce a stampare nell’aula ‘informatica’ nonostante la presenza di 3 stampanti belle e moderne…
C’è qualcosa che non va, no?
Per saltare di palo in frasca: e poi c’è chi pensa di costruire centrali nucleari nel nostro paese??!!

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  1. Annarita, mi viene da pensare anzitutto, per deformazione professionale, a questi versi famosi:

    Il pleure dans mon coeur
    Comme il pleut sur la ville;
    Quelle est cette langueur
    Qui pénètre mon coeur ?

    […]

    C’est bien la pire peine
    De ne savoir pourquoi
    Sans amour et sans haine
    Mon coeur a tant de peine !

    Non credo ci sia “odio” o “assenza d’amore” nelle tue parole: come molti colleghi che imparo a conoscere, sei da queste parti già da tanti anni, e le tue riflessioni (nel caso) lo mostrano senza dubbi.
    Allora, sempre per usare i versi di Paul Verlaine, il tuo “cuore ha tanta sofferenza” perchè non tanto nello specifico, ma nel Mondo in cui siamo immersi, la pioggia non purifica, ma segna una decadenza – e non è pessimismo, il mio.
    Si decade, quando non si pensa a costruire il futuro: e non a costruirlo MATERIALMENTE, quanto già e prima RAZIONALMENTE.
    Chiudo il commento dicendoti quel che riferiva Wittgenstein in un suo frammento: “Non si possono COSTRUIRE le nuvole. Per questo il futuro SOGNATO non diventa mai vero.”
    Il futuro non si guarda alla finestra quando piove: si “ripara” e si “prepara”…
    Grazie della riflessione

  2. Il futuro si ripara e prepara, giusto. Il mio caro collega Bracalini l’altro giorno diceva, semplicemente: si tratta solo di scegliere tra vivere come se tutto questo ben di Dio – che è la nostra Terra – ci sia stato dato in prestito oppure in eredità…Non moralizzava il caro amico Bracalini, amante della Natura e Cacciatore, semplicemente constatava…..Ci sono 2 modi di fare le cose – tutte quante le cose – come la Scuola per esempio. (mi viene da banalizzare il tutto così: freghiamocene oppure occupiamocene…)

  3. i wish i could understand everything you are writing here, i was sitting right with you when you wrote this comment from 19 dicembre, now i am 13000 kilometers away, i miss you

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