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Azzurra Agostini: “Un viaggio diverso”

Follonica – Firenze, apparentemente un viaggio come tanti altri, normale e tranquillo, ma quel 19 ottobre sconvolse le mie aspettative, portandomi non solo a viaggiare sui binari, ma alla latitudine di un’altra età, circa cinquant’anni fa. Un’anziana signora, spaesata e agitata, camminava in attesa della partenza, interrogandosi su quale binario sarebbe arrivato il suo treno, diretto da suo figlio e dai suoi nipoti.
Mi sono ritrovata a dire, “quanto è piccolo il mondo”. Un viaggio già vissuto, invece no, quel giorno doveva essere riscritto. Che strano. A 86 anni prendere il treno da sola, in un giorno andata e ritorno. Mica da tutti. Sembra impossibile. Anzi, impossibile non restare a bocca aperta.
Prima la guardo titubante e penso “Sicuramente una di quelle vecchiettine sole, che nell’ora d’aria che le viene concessa ne approfitta per parlare e fare due chiacchiere con il primo che capita” e invece no, ho iniziato a fidarmi di lei e a farmi trascinare dalla sua storia che mi ha affascinato, mi ha colpito talmente tanto quasi da rendermi protagonista insieme a lei, dei suoi ricordi.
Della mamma che non credeva agli strani giochi di colore dei pioppi davanti casa e pensava che qualche balordo facesse chissà che cosa, e solo dopo, accompagnata dalla figlia a confermare la buona fede delle foglie, si rendeva conto di aver sbagliato e si fermava a osservare il movimento delle foglie mosse dal vento. E sempre sua madre, ormai avanti con l’età, andava da lei e senza un motivo ben preciso, le dava un bacio. Poi, senza che lei dicesse niente, guardandola bene negli occhi diceva, quasi giustificandosi del suo gesto, “Goditeli ora, così te li ricorderai quando io non ci sarò più ”. E proprio mentre lo raccontava, i ricordi hanno raggiunto il loro scopo: essere ricordati.
Ha continuato il suo racconto, parlandomi dell’amore. Da giovane era innamorata di un ragazzo, ma non era corrisposta, ma lei, nonostante tutto, custodiva il suo amore “platonico”, di cui oggi neanche se ne sente parlare, nel suo cuore dove l’ha ospitato e protetto finché non ha conosciuto Ernesto, l’amore della sua vita, che all’età di 28 anni le ha insegnato il vero significato dell’amore, finora astratto e chissà quanto sognato. Purtroppo ora non c’è più, qualcun altro lo voleva per sé. E pensare che pochi giorni prima aveva confessato alla moglie di voler tornare a casa, per avere di nuovo i suoi “mangiarini” buoni.
Erminia soffre ancora molto per la morte del marito, si ritrova spesso a parlarmi di lui, si commuove nel raccontare quando lui la accompagnava alla stazione e la tornava a prendere e tornavano a casa insieme. Quella sera invece, come le tante altre che l’hanno preceduta, quel viaggio, seppur breve, lo farà da sola. Mi parla come un’amica e mi svela che tutte le sere, prima di addormentarsi guarda il posto vuoto accanto a lei e si interroga dove sia andata la sua anima gemella. Se lo immagina contenta lassù, prima di sospettarlo con un’altra donna.  Mi spiega il motivo di questo suo cattivo pensiero: lui da giovane era un po’ mascalzone per questo si era fatta promettere che a 80 anni le avrebbe raccontato il suo passato. Poi sarebbe spettato a lei prendere una decisione, “ti pianto anche a 80 anni se so che mi hai tradita ”.
E tra la commozione si apre un sorriso. Il suo volto si colora di una luce nuova, frutto di un sorriso che racchiude tutto il suo passato, la sua storia, un sorriso che è contagioso e che tutti si girano a osservarlo e ricambiano senza pensarci due volte. La scelta di sposarlo era stata una decisione contrastata dai genitori, specialmente dal padre, che si preoccupava del suo futuro, nascondendo la sua gelosia.
Analizzando la sua vita con Ernesto, non si pente di nulla e impara a convivere con i suoi ricordi. Non si lascia abbattere, ha tanti motivi per non farlo, quindi continua a affrontare ogni giorno con un sorriso, che dimostra la sua voglia di essere partecipe del mondo  e che la fa vivere in attesa del domani con la voglia di dire “io ci sarò”. Ricorda a tutti, me compresa, di vivere sempre con il sorriso, di essere sempre felici e di non scoraggiarsi mai.

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